Primo piano di Maria Rosaura Autore, medico estetico e co-fondatrice di Viva!

La medicina estetica non è vanità. Intervista a Maria Rosaura Autore

La dott.ssa Maria Rosaura Autore, che in questa intervista ci regala la sua esperienza e la sua storia, è un’anestesista-rianimatore specializzata in medicina estetica.

Ma non è solo questo. Maria Rosaura è anche una donna che ha vissuto un cancro al seno e ha scelto di fare la differenza nella vita di tantissime pazienti oncologiche co-fondando Viva!.

Grazie alla sua multi-competenza e al suo vissuto personale, oggi possiamo approfondire non solo i benefici e i vantaggi della medicina estetica per le donne sopravvissute al cancro.

Ma anche come è nata Viva!, i progetti (originalissimi) che stanno portando avanti e il suo ruolo (insostituibile) all’interno di questa Associazione.

1. Una scintilla che diventa vocazione

Quando e perché hai scelto di diventare Medico Estetico?

La mia carriera è sempre stata dedicata all’anestesia e alla rianimazione, un lavoro che da oltre 25 anni svolgo con profonda passione e dedizione, riconoscendolo come il mestiere più bello del mondo.

Un momento di svolta nella mia vita, segnato da vicissitudini personali e dalla dolorosa perdita di mio padre, mi ha spinto a cercare una forma di evasione, qualcosa che fosse percepito come più “leggero”.

Ho così deciso di iscrivermi a un master in Medicina Estetica a Roma. L’impegno, di due giorni al mese per circa due anni, è stata anche l’occasione per conoscere persone meravigliose da tutta Italia, con molte delle quali sono ancora in contatto.

Verso la fine del master, un evento inaspettato ha stravolto nuovamente la mia vita: la diagnosi di un cancro al seno.

Dopo l’intervento, ho sentito il forte desiderio di rivoluzionare il mio percorso, forse per dare un nuovo significato alla mia esistenza, forse per affrontare la malattia a testa alta.

Ho quindi deciso di aprire uno studio di Medicina Estetica, ma la vera svolta è arrivata un anno dopo. Durante un corso a Bologna, ho incontrato di nuovo alcune colleghe del master.

Una di loro mi ha suggerito di considerare il trattamento di pazienti oncologiche, poiché un’associazione le aveva chiesto di collaborare.

Inizialmente, l’idea mi sembrò fuori luogo, la più assurda che avessi mai sentito. Tuttavia, quel commento ha acceso una scintilla dentro di me.

Ho iniziato a interrogarmi e a fare ricerche, scoprendo che negli Stati Uniti questi trattamenti erano già una realtà consolidata da vent’anni.

In quei giorni, ho avuto l’opportunità di conoscere la dermopigmentazione. Fu un’illuminazione. Vidi il risultato di un trattamento su un’areola e un capezzolo e fu subito “amore a prima vista”.

In quel momento, capii che il master in Medicina Estetica poteva avere un senso profondo e che era in sintonia con ciò che la mia anima cercava.

Ho compreso che potevo unire le mie competenze mediche a una missione più grande: aiutare i pazienti a ritrovare un senso di integrità e bellezza dopo le sfide della malattia.

2. Restituire dignità e femminilità

In quali modi la medicina estetica può quindi aiutare una donna che vive o ha vissuto un cancro?

La medicina estetica può giocare un ruolo fondamentale nel percorso oncologico, aiutando a mitigare gli effetti collaterali dei trattamenti e a migliorare la qualità di vita delle pazienti.

Offre infatti un supporto fondamentale alle donne che affrontano o hanno affrontato il cancro, agendo su due fronti: il benessere fisico e quello psicologico.

L’obiettivo non è la mera vanità, ma il recupero della dignità e della femminilità compromesse dalla malattia e dai trattamenti.

La medicina estetica può quindi intervenire in diversi modi:

  • Ripristino dell’immagine corporea: può aiutare a ripristinare l’aspetto di una donna dopo un intervento chirurgico o un evento traumatico, come il cancro. Le tecniche di medicina estetica, filler, tossina botulinica, peeling ecc., possono agevolare la correzione delle imperfezioni e ripristinare la simmetria e l’estetica del corpo.
  • Miglioramento della pelle: attraverso procedure mirate, è possibile idratare e ringiovanire la pelle, riducendo gli effetti dell’invecchiamento precoce causato dai trattamenti ormonali.
  • Gestione degli inestetismi: Si possono trattare le cicatrici post-chirurgiche o la ritenzione idrica dovuta ai trattamenti, migliorando la qualità della vita quotidiana e le abitudini della paziente.

3. Uno strumento di rinascita

Hai parlato di benessere fisico e psicologico, puoi entrare più nel dettaglio dei benefici per le donne oncologiche?

I benefici sul piano sia fisico sia psicologico sono tantissimi. I trattamenti oncologici, come la chemioterapia e la radioterapia, possono causare una serie di effetti collaterali visibili, come la perdita di capelli e sopracciglia, l’invecchiamento cutaneo precoce e la comparsa di macchie o rughe.

Questi cambiamenti, che riflettono la battaglia interiore, possono essere devastanti per l’autostima di una donna e possono portarla a un senso di profondo disagio e isolamento.

Prendersi cura di sé in un momento così difficile non è un atto superficiale, ma un vero e proprio percorso di riabilitazione psicosociale e può fare la differenza nel contrastare la depressione e l’ansia.

Un’immagine positiva di sé alimenta l’autostima e la forza interiore, incoraggiando la donna a non nascondersi, ma a tornare a vivere e interagire con il mondo.

Il miglioramento dell’aspetto fisico ha un impatto diretto sul benessere psicologico. E il buon umore, la fiducia in sé stesse e la serenità stimolano una risposta immunitaria più forte, che può contribuire a una migliore reazione ai trattamenti.

La medicina estetica diventa, quindi, un prezioso alleato nella lotta contro il cancro, offrendo non solo un aiuto fisico, ma una speranza di rinascita e un ritorno alla propria identità.

4. La nascita di Viva!

In questo tuo percorso, quando e perché avete scelto di fondare l’Associazione Viva!?

La decisione di fondare l’Associazione Viva! è nata da un’esperienza profondamente personale. Sebbene fossi un medico e avessi già affrontato la malattia in famiglia, con mia madre sopravvissuta a un tumore al seno e alle ovaie e mio padre scomparso per un cancro ai polmoni, non avrei mai immaginato di trovarmi io stessa a fronteggiare un cancro a soli 45 anni.

L’impatto di questa diagnosi mi ha spinta a riflettere. Mi sono resa conto di quanto fossi stata fortunata e ho iniziato a chiedermi cosa avrei desiderato per me stessa e per tutte le altre donne che si trovano ad affrontare una simile battaglia.

Ho condiviso le mie riflessioni con alcune amiche oncologhe, e ho visto nei loro occhi lo stesso desiderio di agire. E, quel giorno, la nostra avventura ha avuto inizio.

Abbiamo deciso di unire forze ed esperienze per offrire un supporto concreto e mirato, creando un’associazione che potesse rispondere ai bisogni delle donne che vivono il cancro.

Così è nata Viva!, dall’urgenza di trasformare la mia esperienza in un’opportunità di aiuto per gli altri.

5. Un impegno cruciale

Quale ruolo ricopre, oggi, all’interno dell’associazione e che cosa significa, per lei, ricoprire tale posizione?

All’interno dell’Associazione Viva!, rivesto il ruolo di responsabile delle pubbliche relazioni e della raccolta fondi, oltre a fornire consulenze di medicina estetica.

La mia posizione è cruciale e la considero di fondamentale importanza. Sono spesso la prima figura, dopo l’oncologo, che accoglie le pazienti quando ci contattano.

Il mio compito è quello di farle sentire a loro agio, informandole sulle possibilità che hanno e sui servizi gratuiti che l’associazione offre, e soprattutto infondere sicurezza, facendo capire loro che non sono sole.

Oltre a questo, sono la figura trainante per la realizzazione di nuovi progetti e iniziative. Mi occupo di ideare, organizzare e gestire eventi di raccolta fondi, che sono vitali per la nostra missione.

Essendo un’associazione che offre tutti i servizi in modo gratuito, dipendiamo interamente dall’autofinanziamento e dal supporto di donazioni esterne.

Trovare continuamente nuove idee e attuarle è essenziale per sostenere i progetti in corso e svilupparne di nuovi, garantendo che possiamo continuare a fornire il nostro aiuto a chi ne ha bisogno.

Mi preme sottolineare che i risultati raggiunti dipendono dalla nostra SQUADRA. Una squadra di anime, cuori e teste diverse che lavorano insieme per costruire progetti reali e utili per i pazienti. La nostra forza è nella diversità, che ci permette di creare qualcosa di unico e prezioso.

6. Il nostro modo di essere Vive!

Maria Rosaura Autore insieme alla utilissima Pink Box.

Quali progetti e iniziative state portando avanti per essere di aiuto e di sostegno alle donne colpite da tumore?

Siamo una fucina di idee e in continuo fermento, un approccio che riflette il nostro modo di essere “Vive” in tutto e per tutto.

L’associazione porta avanti numerosi progetti, ognuno dei quali mira a offrire un aiuto concreto e un sostegno emotivo alle donne colpite dal cancro.

Cito i progetti e le iniziative principali, che possono essere approfondite sul sito dell’Associazione:

  • Il Calendario Viva! È un progetto annuale che vede le pazienti protagoniste di un servizio fotografico. Oltre la semplice raccolta fondi, diventa l’occasione per le donne di riappropriarsi della propria immagine, migliorare l’autostima e condividere un momento di leggerezza e rinascita. Per molte, è un punto di svolta: un modo per affrontare la vita con un sorriso e una nuova consapevolezza. Il ricavato delle vendite è la nostra principale fonte di sostentamento.
  • La Pink Box. Una scatola che abbiamo creato per aiutare le pazienti oncologiche ad affrontare al meglio i trattamenti terapeutici. Contiene sia informazioni utili sia prodotti e materiali gratuiti per venire incontro alle loro esigenze.
  • Umanizzazione dei reparti oncologici. Crediamo che l’ambiente in cui si svolgono le cure sia fondamentale per il benessere psicologico dei pazienti. L’obiettivo del progetto è rendere i reparti e i day hospital oncologici luoghi più accoglienti e familiari. Usiamo il colore, la musica e le opere d’arte, create anche grazie alla collaborazione con studenti dei Licei Artistici, trasformando gli spazi di cura in gallerie d’arte, favorendo un’atmosfera di serenità.
  • Attività motoria e riabilitazione. Per affrontare il problema del linfedema e altre complicanze fisiche, stiamo creando delle palestre attrezzate con vogatori e strumenti specifici. L’iniziativa prevede anche l’impiego di fisioterapisti e istruttori qualificati, che offrono supporto personalizzato alle pazienti.
  • Sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole. La prevenzione è l’arma più potente che abbiamo contro il cancro. Per questo, organizziamo concorsi e incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, per sensibilizzare i giovani sul tema dell’oncologia e sull’importanza di adottare uno stile di vita sano sin da subito.

7. Il consiglio di Maria Rosaura Autore per le Donne in Rinascita

Quale consiglio ti senti di offrire alle donne che stanno affrontando il percorso della malattia e della rinascita?

Il mio consiglio più sincero e profondo per ogni donna che affronta questo percorso è di non smettere mai di vivere. Non chiudetevi in voi stesse per la paura del giudizio o di non piacere più.

Mantenete alto il vostro spirito. Il buon umore non è una cosa superficiale: stimola il sistema immunitario e vi aiuta a reagire meglio alle cure.

Non smettete di fare ciò che vi fa stare bene: sorridete, ballate, andate al cinema, uscite con gli amici a prendere una pizza, e allontanate le persone negative. Abbracciate chi vi sostiene e vi capisce.

Se necessario, sfogatevi: gridate tutta la vostra rabbia e il vostro dolore, anche fino all’esaurimento delle forze. Ma dopo esservi liberate, rimboccatevi le maniche e andate avanti.

Ricordate che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di consapevolezza e forza. È un atto di coraggio che vi permette di superare i momenti più difficili.

Non sprecate tempo a rimuginare su ciò che avrebbe potuto essere o sulle occasioni mancate. Moltiplicate ogni singolo istante, vivendo pienamente il presente: non rimandate a domani ciò che potete vivere oggi.

Per approfondire

Associazione Viva! Onlus nasce nel 2019 dalla volontà di due donne: la Dott.ssa Tina Sidoni, specialista in Oncologia Medica all’Ospedale San Salvatore de L’Aquila, e la Dott.ssa Maria Rosaria Autore, Specialista in Anestesia e Rianimazione all’Ospedale Mazzini di Teramo e Medico Estetico.

L’obiettivo principale di Viva! è sostenere le pazienti oncologiche durante e dopo il loro percorso terapeutico e svolge la propria attività prevalentemente in territorio abruzzese (L’Aquila, Teramo, Avezzano, Sulmona e dintorni).

Le attività e i servizi che l’Associazione offre sono tutti a carattere gratuito: dermpigmantazione, medicina estetica, estetica professionale, percorsi psicologici, fisioterapici, nutrizionali, riflessologia plantare, agopuntura e osteopatia.

Nel corso dell’anno vengono organizzati corsi di trucco, musica, fotografia, inglese, ballo, oltre al Calendario di Viva! e alla Pink Box.

Per entrare in contatto con Associazione Viva! Onlus e approfondire progetti e servizi: https://www.progettoviva.it/.

Per contattare la dott.ssa Maria Rosaura Autore: https://www.progettoviva.it/chi-siamo/

Vuoi leggere altre testimonianze di Donne in Rinascita?

Le trovi tutte alla categoria INTERVISTE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *