Primo piando di Elisa Ramundo_fondatrice Koala Strategy

Koala Strategy – L’altra faccia del cancro: intervista alla fondatrice Elisa Ramundo

Lungo il mio percorso di rinascita, ho avuto la fortuna di incontrare una donna straordinaria: Elisa Ramundo, ex paziente oncologica e fondatrice di Koala Strategy – L’altra faccia del cancro.

Elisa mi ha infatto intervistato nell’ambito di Cancer Confidential, il podcast dedicato alle testimonianze, dirette e sincere, di chi vive o ha vissuto un cancro.

Era una video intervista, e sebbene all’inizio fossi agitata, Elisa ha saputo mettermi a mio agio ed è riuscita a far emergere una valanga di pensieri, sentimenti e soluzioni pratiche, che in parte hanno sopreso persino me!

Sono quindi molto felice di poter dare spazio alla storia personale di Elisa Ramundo e di condividere il suo progetto Koala Strategy, che sono certa vi sarà di aiuto e di isprirazione, come lo è per me.

1. La nascita di Koala Strategy

Cara Elisa, quando e per quale motivo hai creato Koala Strategy? 

Koala Strategy nasce ufficialmente il 4 febbraio 2022, non a caso nella Giornata Mondiale contro il Cancro. È una data simbolica, che racchiude bene la missione del progetto: migliorare il percorso di chi affronta una diagnosi oncologica, rendendolo meno solitario, più informato e più umano.

L’idea nasce dalla mia esperienza personale. Mi sono ammalata di cancro molti anni fa e, dopo le cure, ho ricostruito la mia vita, anche professionalmente, trasferendomi negli Stati Uniti. Anni dopo, però, una nuova diagnosi colpisce una persona della mia famiglia.

E lì mi rendo conto che, nonostante i progressi enormi della medicina, resta ancora molta confusione, molta solitudine e una grande difficoltà nel reperire informazioni davvero utili per orientarsi nel percorso di cura e di vita, durante e dopo la diagnosi.

Koala Strategy nasce proprio per questo: essere un hub, uno spazio che raccoglie informazioni affidabili, ma anche storie, voci, iniziative.

Un luogo in cui la malattia non viene raccontata solo come dolore, ma come un percorso che può essere vissuto meglio, se si hanno gli strumenti giusti.

2. La potenza dell’incoraggiamento

Come hanno reagito amici e familiari quando hai comunicato loro che avresti creato un sito web dedicato alla malattia? 

Mi hanno sempre incoraggiata. Dopo la mia malattia e dopo il trasferimento negli Stati Uniti, amici e familiari mi dicevano spesso che avrei dovuto raccontare la mia storia.

Soprattutto mi hanno spronato a parlare per i più giovani, per comunicare un messaggio che spesso, proprio chi riceve una diagnosi da giovane, ha bisogno di sentire: una diagnosi di cancro non significa la fine della vita

Anzi, può esserci un “dopo” pieno, ricco, persino migliore di quanto si potesse immaginare nel momento più buio. 

3. Koala Strategy: una nuova narrazione del cancro

Ti sei ammalata e sei guarita dal tumore molti anni fa, eppure, tramite Koala Strategy, hai scelto di portare la malattia con te, di continuare a parlarne e fare informazione sul tema, che cosa ti spinge a continuare a farlo? 

La malattia è uno spartiacque netto: c’è una vita prima e una dopo. Io ho avuto la fortuna non solo di guarire, ma di vivere una vita che ha superato di gran lunga le aspettative che avevo prima della diagnosi.

Più vivevo esperienze che non pensavo sarebbero state possibili, più sentivo che avrei dovuto dirlo. Raccontarlo. Perché la paura più grande, quando ti ammali, è quella di non avere più un futuro (soprattutto quando sei giovane).

Koala Strategy non è “portare la malattia con me”, ma trasformarla in uno strumento di speranza concreta. È parlare di cancro in modo costruttivo, senza drammatizzare, senza retorica, senza quell’autocommiserazione che spesso accompagna il racconto della malattia.

Non mi riconosco nel linguaggio del “sopravvissuto” o in una narrazione solo eroica o pietistica. Mi sono resa conto che in Italia mancava uno spazio capace di cambiare il modo in cui si parla di cancro, mettendo al centro la persona, non la diagnosi. 

Home page del sito www.koalastrategy.com

4. Persone, volti, storie

Qual è l’altra faccia del cancro che hai scelto di voler mostrare? 

La parola cancro fa paura, ed è comprensibile. Ma quando la si vive da vicino, ci si rende conto che dietro quella parola ci sono persone, volti, storie.

L’altra faccia del cancro è proprio questa: non solo la diagnosi, ma tutto ciò che le ruota attorno. I pazienti, certo, ma anche i caregiver, le famiglie, i medici, i ricercatori, le associazioni.

Un mondo di persone e realtà che, ogni giorno, lavorano per migliorare la qualità di vita di chi riceve una diagnosi, spesso però restando poco visibili o poco conosciute.

Koala Strategy nasce anche per questo: dare voce alle storie e visibilità alle iniziative che, ognuna a modo loro, possono davvero fare la differenza nel percorso di chi affronta la malattia.

5. Quanta voglia di vivere!

Che cosa stai imparando dalle storie che ascolti nelle bellissime interviste “Cancer confidential”? 

Ogni storia è diversa. Ogni storia racconta paura, dolore, momenti di buio profondo. Ma tutte hanno un elemento in comune: una forza incredibile, una voglia di vivere che spesso sorprende anche chi la racconta.

Cancer Confidential mi ha insegnato che la resilienza non è un concetto astratto: è qualcosa che prende forma nelle scelte quotidiane, nei piccoli passi, nel modo in cui ciascuno trova il proprio equilibrio. È un privilegio poter ascoltare queste storie e condividerle.

6. Il consiglio di Elisa Ramundo per le Donne in Rinascita

Basandoti sulla tua esperienza, e sulle storie che hai ascoltato, ti chiedo un consiglio per le donne che stanno vivendo il percorso della malattia e della rinascita 

Il consiglio più grande che posso dare è di non avere paura. Non avere paura della malattia, ma soprattutto non avere paura della vita.

Se c’è una cosa che la mia esperienza mi ha insegnato è che non bisogna rimandare la vita, in attesa che tutto sia perfetto. Se c’è qualcosa che vuoi fare, anche se sei malata, anche se hai paura, prova. Fallo.

Il fatto di essersi ammalate non deve diventare un limite autoimposto. Vivere pienamente, anche – e forse soprattutto – dopo il cancro, è una scelta possibile.

Chi è Elisa Ramundo

Mi sono ammalata di cancro al colon al terzo stadio all’età di 29 anni. All’epoca ero avvocato e lavoravo in uno studio legale. Ho affrontato due interventi chirurgici e otto cicli di chemioterapia combinata. È stato un percorso duro, fisicamente e psicologicamente.

La diagnosi è arrivata pochi mesi prima di una partenza importante per gli Stati Uniti, che ha inevitabilmente messo tutto in pausa. Ma l’anno successivo, nonostante tutto, sono riuscita a partire. Da lì è iniziata una seconda vita, personale e professionale.

Negli Stati Uniti ho costruito una nuova carriera nel mondo dell’informazione e della comunicazione, diventando manager per aziende internazionali. Koala Strategy nasce proprio dall’incontro tra queste due parti della mia vita: la malattia e il dopo.

Per approfondire

Consiglio la consultazione del sito https://www.koalastrategy.com/, ricchissimo di informazioni e di consigli utili per chi vive o ha vissuto il cancro.

E la visione delle videointerviste del podcast Cancer Confidential, cominciando dalla mia: “Il tumore al seno ha risvegliato gli attacchi di panico”: Alice si racconta.

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